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IL PAESE DEI PAPAVERIDEI DELITTI E DELLE PENE 2.0







Aldo Moro - a cura di Lucio D'Ubaldo

LA VANITA' DELLA FORZA

Prezzo: 18.00 €



PP. 442

COLLANA: Tempi Moderni

prezzo: 18,00 euro

Isbn: 9788897931867

Torna, in una nuova veste, dopo quella ana-statica e fuori commercio, voluta nel 1988 dall’Università di Bari, la raccolta degli arti-coli (46 in tutto) che Aldo Moro pubblicò su “La Rassegna”, nell’arco del biennio 1943- 1945. Ora l’intera collezione contempla una breve guida alla lettura per ogni singolo ar-ticolo, nonché la presenza diffusa di note esplicative. Forse un titolo aggressivo - del tipo “Quando Moro non era (ancora) demo-cristiano” - avrebbe garantito all’insieme di questi contributi sparsi una maggiore effi-cacia evocativa. La loro lettura rivela il di-sagio o, più precisamente, l’insoddisfazione del giovane intellettuale cattolico per la fra-gilità della ripresa democratica, il vero cruc-cio per la crisi spirituale e politica del Paese, i segni di delusione per le incongruenze che sfibrano le scelte politiche del dopoguerra, anche ad opera delle nazioni vincitrici. Moro sorprende per lucidità di analisi e libertà di pensiero, come, ad esempio, agli inizi del 1945, quando risuona alto il suo “perché siamo all’opposizione”. È severo nel giudi-care uomini e fatti. Non tiene nascosta nep-pure la critica a un certo modo di essere dell’antifascismo: in lui prevale un’esigenza di purezza e verità, che trapassa nella spe-ranza di veder edificata la nuova democra-zia su principi di rigore morale e umanità. In questa produzione giornalistica, giocata a tutto campo e sull’onda di determinate emergenze, Moro riversa la sua prepara-zione giuridica - per la quale aveva già ot-tenuto la libera docenza presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo barese - e la sensibilità, religiosa e sociale, di una gene-razione cattolica, cresciuta all’ombra della Chiesa di due grandi Papi: Pio XI e, soprattutto, Pio XII. Il titolo scelto per questo vo-lume riprende una testuale espressione di Moro: la “vanità della forza”. Con essa si viene a identificare la tragica dialettica che avvolge la guerra, il cui sviluppo, affidato alla potenza delle armi e alla volontà di do-minio sul mondo, non porta di solito a com-pimento le nobili premesse della giustizia e della libertà. È lecito, tuttavia, arguire come, sulla scorta di questo ragionamento, la va-nità non si debba rintracciare nella sola di-mensione straordinaria del conflitto armato, quanto piuttosto nella stessa normalità della vita politica. Ciò avviene, in conclusione, quando il bene comune e i valori della di-gnità umana perdono la loro centralità, sic-ché la lotta democratica declina fatalmente nella pretesa di misurare ogni cosa sulla base dei rapporti di forza, divenendo in as-senza della giustizia un’espressione di “dura prepotenza”.

Lucio D'Ubaldo Pubblicista e saggista, ha ricoperto la carica di Segretario Generale dell’ANCI (1986 - 1996). Oggi svolge la medesima funzione in ANCI - Federsanità. Amministratore pub-blico, Assessore del Comune di Roma (2006 - 2008), nella XVI legislatura è stato Senatore della Repubblica. Ha pubblicato Prima di Nathan (Accademia degli Incolti, 1988) e Riformismo democratico e cri-stiano. L’idea del Centro a sinistra (Il Do-mani d’Italia, 2013). Ha curato l’edizione italiana di Maritain e Alinski: un’amicizia (Il Mulino, 2011) e la riedizione di La politica estera ed Europea di De Gasperi di Giu-seppe Petrilli (Il Domani d’Italia, 2014). È membro dell’Istituto Internazionale “Jac-ques Maritain”.

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