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Referaggio

Visti i “criteri identificanti il carattere scientifico delle pubblicazioni e degli altri prodotti della ricerca, ai sensi art. 3-ter, comma 2, l. 9 gennaio 2009, n.1 e successive modificazioni”, proposti dal Consiglio Universitario Nazionale (C.U.N.)  nella Adunanza del 22/10/2013, Eurilink Edizioni dichiara che i contributi pubblicati vengono preliminarmente vagliati secondo una procedura anonima di peer review da parte di almeno due membri del Comitato dei Valutatori, composto da studiosi ed esperti anche esterni che offrono indubbie garanzie di autorevolezza e terzietà.

Condizioni preliminari

L’invio dei contributi alla Casa Editrice per una valutazione ai fini della pubblicazione presuppone l’accettazione da parte degli autori delle seguenti regole di pubblicazione:  il contributo, o parti significative di esso, non deve essere stato pubblicato altrove, a meno che l’Autore non sia stato autorizzato, dal primo editore, alla ripubblicazione del proprio lavoro; è necessario indicare se il contributo è già soggetto, in tutto o in parte, a review per altra pubblicazione; in tal caso, l’Autore, prima della risposta definitiva della Direzione della Casa Editrice, si impegna ad informare quanto prima la Casa Editrice dell’eventuale accettazione da parte di altro editore.

Iter di presentazione

I volumi vanno inviati – via e-mail - alla Direzione della Casa Editrice, in formato testo che includa il contributo, corredato da un abstract in italiano ed eventualmente anche in inglese, oltre ad un breve profilo dell’autore. L’autore può proporre anche la pubblicazione in lingua straniera. Rimarrà a cura dell’autore stesso la revisione del lavoro nella lingua prescelta. Vanno indicati i riferimenti dell’autore (o di almeno un autore nel caso di volumi a firma congiunta). Il volume deve seguire i “criteri redazionali” della specifica Collana.

Processo di peer review

La Direzione della Collana o della Casa Editrice esamina il volume e, qualora lo giudichi potenzialmente idoneo per la pubblicazione, lo invia a due valutatori per un doppio referaggio anonimo. Il contributo è inviato ai valutatori senza indicazione dell’identità dell’autore. L’identità dei valutatori è coperta da anonimato; sul sito di Eurilink è pubblicato, in ordine alfabetico, l’elenco dei valutatori che collaborano con la Casa Editrice. Sulla base delle indicazioni dei valutatori, la Direzione della Collana accetta il volume, richiede una revisione o un’integrazione dello stesso oppure lo rifiuta. In ogni caso, verrà fornito agli autori un feedback entro tempi ragionevoli.

Comitato dei valutatori

Stefano Baietti, Link Campus University di Roma

Antonello Biagini, Sapienza, Università di Roma

Piero Calandra, Link Campus University di Roma

Ida Caracciolo, Seconda Università degli Studi di Napoli

Anna Maria Cossiga, Link Campus University di Roma

Emanuela Del Re, Università Niccolò Cusano, Roma

Marco Emanuele, Link Campus University di Roma

Nicola Ferrigni, Link Campus University di Roma

Alessandro Figus, Link Campus University di Roma

Domenico Fracchiolla, LUISS Guido Carli, Roma

Luigi Sergio Germani, Link Campus University di Roma

Marco Mayer, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Maurizio Melani, Link Campus University di Roma

Alberto Melloni, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Alessandro Merola, Link Campus University di Roma

Andrea Micocci, Link Campus University di Roma

Gabriele Natalizia, Link Campus University di Roma

Alberto Negri, Il Sole 24ORE

Ian Refalo, University of Malta

Alberto Stagno d'Alcontres, Università degli Studi di Palermo

Gennaro Terracciano, Università degli Studi di Roma, "Foro Italico"

Stefano Toschei, Segretario Generale del Consiglio Regionale del Lazio

Roberto Valle, Sapienza, Università di Roma

Claudio Vasale, Link Campus University di Roma

Virginia Zambrano, Università degli Studi di Salerno

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


"Per non dimenticare"

Spunti e riflessioni sulla trattativa Stato-mafia ripresi dallo speciale di Porta a Porta in occasione dell'anniversario della strage di Capaci. Ospite in studio Vincenzo Scotti, ex ministro degli Interni e autore di "Pax mafiosa o guerra"

 

Trattativa Stato-mafia, via al processo: si è aperto il dibattito di uno dei casi giudiziari più complessi e contraddittori della vita della Repubblica. La "storia" della presunta trattativa, sembra partire dalle aspettative deluse sul maxiprocesso, con la conferma degli ergastoli ai vertici dei clan. Da qui il tentativo di Cosa Nostra di uccidere chi riteneva responsabile di quella debacle giudiziaria e ispiratore della linea di tolleranza zero, alla ricerca nel contempo anche di nuovi referenti. La mafia avrebbe cercato di condizionare le istituzioni con le stragi e stringere “intese” con la massoneria deviata, frange della destra eversiva, gruppi indipendentisti, per dare vita a un piano eversivo. Il dialogo avrebbe dato i suoi frutti con la decisione dello Stato, nel 1993, di revocare il 41-bis. Ma l'ammorbidimento della linea sul regime carcerario non sarebbe bastato ai boss e la trattativa sarebbe proseguita con altri protagonisti.

Nella puntata speciale del 23 maggio di Porta a Porta “Per non dimenticare”, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci e della ricorrenza della “giornata della memoria”, citando “Pax mafiosa o guerra?”, l’ultimo libro di Vincenzo Scotti, ospite della puntata, è stato sottolineato che l'ex ministro dell'Interno Vincenzo Scotti, insieme all' allora ex Ministro della Giustizia Claudio Martelli, avevano non solo appoggiato in pieno il pool antimafia di Falcone ma avevano sostenuto il maxi-processo, proposto una complessa legislazione antimafia, dalle norme sui collaboratori di giustizia al riciclaggio del denaro sporco, lo scioglimento dei Consigli Comunali collusi con la mafia, il carcere duro (41 bis) per i mafiosi, nonche' la costituzione della DIA, Direzione Investigativa Antimafia.

 

Con il suo libro e la sua testimonianza, come ha ribadito Bruno Vespa, Vincenzo Scotti, cerca di far comprendere quello che ha conosciuto e ha fatto nell'esercizio delle proprie responsabilità, interpretando, in modo rigoroso, i fatti accaduti attraverso documenti, analisi e valutazioni riferite a quel preciso periodo storico, sottolineando che vi fu, insieme al Ministro Claudio Martelli una linea dura che si oppose, da subito, ad ogni tentativo di contatto con la mafia per contrastare per questa via l’insurrezione stragista, che a questa rigorosa intransigenza fosse seguita un linea più morbida, che oggi vede parti delle Istituzioni pubbliche accanto alla mafia a giudizio nell’ aula bunker di Palermo.

 

 

Il bello degli ultras

Il Romanista

La violenza non abita più lì: inchiesta de Il Romanista che prende in esame il libro scritto da Roberto Massucci e Nicola Ferrigni. Leggi l'analisi di Carmine Fotia


“C’era una volta l’ultras", la ricerca sugli ultras del calcio, una cui sintesi pubblichiamo oggi in esclusiva, è molto autorevole. La firmano Roberto Massucci, vicepresidente operativo dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazione Sportive, diretta emanazione della Polizia di Stato e Nicola Ferrigni, sociologo e direttore del Link Lab, il settore ricerca della Link Campus University, università privata italiana. Ho voluto fare questa premessa metodologica perché il contenuto della ricerca (che sarà presentata ufficialmente tra qualche settimana) è dirompente rispetto agli stereotipi che hanno dominato l’informazione alla ripresa del campionato in seguito al teppistico agguato al pullman del Verona, dopo la partita vinta dalla Roma all’Olimpico contro la formazione scaligera. Il fatto che si sia trattato di un fenomeno ristretto a un numero minimo di persone e che all’interno dello stadio tutto si sia svolto in modo regolare non ha impedito il prevalere di un racconto fondato sull’assurda equazione tra tifoseria e violenza: i tifosi tutti ultras e gli ultras tutti violenti. Da anni ci battiamo contro questa sciocca generalizzazione, la novità è che a rovesciare questo paradigma oggi siano un importante istituto di ricerca e la Polizia di Stato. Scrivono infatti Massucci e Ferrigni che una scrupolosa analisi della realtà propone «un modo nuovo di concepire l’ultras: figura non più legata soltanto alla violenza gratuita ma anche protagonista della sana tifoseria negli stadi». Fa piacere che a togliere l’alone di demonizzazione attorno alla figura dell’ultras sia una ricerca seria e in qualche modo "istituzionale", per restituirla a una dimensione di passione pacifica e popolare. Nelle pagine interne potrete leggere i dettagli della ricerca, quel che preme qui sottolineare è che la strada per sconfiggere definitivamente la violenza e l’intolleranza negli stadi non è quella della generica e indistinta repressione che colpisce un’intera categoria, quella dei tifosi, ma al contrario quella della collaborazione che induca i tifosi a isolare i violenti e a riappropriarsi della dimensione.